Cookie law

3 mesi fa

[aggiornato il 01/06/2015] Il 2 giugno 2015 scadrà il periodo transitorio che l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha concesso ai gestori di siti web per conformare la gestione dei cookie alle nuove normative europee.
L’Autorità Garante definisce i cookie come:

“stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall’utente inviano al suo terminale, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente”.

Ogni sito, anche il singolo blog, dovrà quindi informare in modo cristallino il visitatore sulle modalità di creazione e trattamento dei cookie, con modalità differenti a seconda della tipologia di servizio a cui si riferiscono:

  • cookie tecnici: necessari per la normale navigazione e fruizione del sito web, non vengono utilizzati per scopi ulteriori
  • cookie di profilazione: utilizzati per tracciare la navigazione dell’utente e creare profili sui suoi gusti e abitudini, sia da parte del sito visitato (“di prima parte”) che da parte di altri servizi (“di terza parte”)

Inutile dire che tale operazione non è semplice, soprattutto per chi non ha dimestichezza con certi argomenti o non dispone delle competenze tecniche per apportare le necessarie modifiche al codice del sito.
Immagino che molti chiuderanno.

Per quanto riguarda i siti non complessi (es. blog) gestiti su un proprio spazio, la strategia più semplice da adottare è quella di rimuovere tutti i servizi che generano cookie diversi da quelli strettamente tecnici.

Nel mio caso, con blog su WordPress, ho adottato le seguenti misure:

  • ho modificato gli indirizzi dei video di YouTube incorporati nei post, sostituendo il dominio “youtube.com” con quello “youtube-nocookie.com” (quest’ultimo è un sito ufficiale di Google, quindi affidabile :-)
  • di tutti i plugin installati, solo uno generava dei cookie, disabilitati grazie all’apposita opzione
  • ho disabilitato il servizio Gravatar
  • per quanto riguarda i link di condivisione dei post su Twitter, Facebook e Google+, li ho lasciati così come sono; non essendo costituiti da iframe ma da semplici link testuali in html, non generano dei cookie quando l’utente accede alla pagina o clicca su di essi
  • sto scrivendo l’informativa estesa l’informazione estesa con la politica di gestione dei cookies sul blog Microbiomi è disponibile su questa pagina; quella breve (mediante banner da cliccare) non è richiesta perchè il mio blog non genera i cookie (di profilazione) che richiedono il consenso esplicito del visitatore
  • [aggiornamento] gli unici cookie relativi alle funzionalità della piattaforma utilizzata (WordPress) disponibili in precedenza sul sito sono stati disabilitati mediante il comando:

    remove_action( ‘set_comment_cookies’, ‘wp_set_comment_cookies’ );

    inserito nel file functions.php del tema del blog

Nessun plugin aggiuntivo quindi, solo qualche accorgimento ed alcune verifiche con firebug e qualche servizio online. A meno di nuove interpretazioni della normativa, dovrebbe bastare così.

Desktop Settembre 2014

12 mesi fa

Tra gli ultimi arrivati nell’affollato mondo dei window manager per Linux ce n’è uno che da subito ha attirato la mia attenzione e che ormai ha definitivamente sostituito Xmonad sul mio laptop. Basato sulla partizione binaria dello spazio, Bspwm è un gestore di finestre di tipo tiling, veloce, stabile e configurabile senza eccessive difficoltà.

Per ulteriori informazioni, questa discussione sul forum ufficiale di Archlinux è un buon punto di partenza.

Ecco il mio attuale desktop con Bspwm.

 

The Challenger Disaster (il film)

1 anno fa

feynman-challenger

73 secondi. Questa fu la durata del volo dello Space Shuttle Challenger prima della sua esplosione nel cielo della Florida, la mattina del 28 gennaio 1986.
Per investigare sulle cause del disastro fu istituita una commissione presidenziale costituita da rappresentanti di tutte gli enti ed agenzie coinvolte nella missione dello Space Shuttle.
L’unico membro indipendente era il fisico Richard Feynman, che decise di accettare l’incarico pur con qualche remora iniziale dovuta alla sua repulsione nei confronti dei burocrati che infestavano il mondo della politica.
Dopo aver letto diversi libri sulla sua vita, ho il sospetto che il motivo principale della sua scelta non sia stato tanto il senso del dovere quanto la sua irresistibile curiosità scientifica.
Tanto per farsi un’idea dell’entità della sfida che lo attendeva, è sufficiente ricordare che lo Space Shuttle era costituito da più di due milioni e mezzo di componenti, molti dei quali potevano essere la causa alla base dell’incidente!

Il ruolo di Feynman nella vicenda, già ben raccontato nel libro autobiografico “Che t’importa di ciò che dice la gente?”, è stato anche trasposto in forma cinematografica nel film drammatico The Challenger Disaster, con il bravo William Hurt nel ruolo di protagonista (chi ha visto i video del vero Feynman non faticherà a riconoscere alcuni tratti tipici delle sue espressioni e gestualità).

A parte qualche inevitabile licenza cinematografica (“mmmh, quello non mi sembra proprio il deck dello Shuttle!” :-) il film è davvero ben fatto, soprattutto considerando che è stato realizzato per la tv dal canale Science Channel.
Consigliato!

Un cuore in funzione per San Valentino

2 anni fa

Incuriosito dal commento sulle cardioidi in un post di .mau., ho fatto qualche ricerca per scoprire quali sono le curve che meglio approssimano la forma simbolica che associamo al cuore (studiosi di anatomia esclusi).

A giudicare da un articolo trovato su MathWorld, le possibilità sono molteplici.

Ed ispirato dal mio romanticismo da nerd, ho scritto il codice R1 per tracciare alcune di queste curve e realizzare dei grafici d’auguri per Alessandra (che è così disperata favolosa da apprezzare anche questo genere di cose :-).

Heart in R

[1] lo trovate in questo repo su GitHub

Cambio hosting

2 anni fa

Dopo l’acquisizione da parte del colosso EIG, Hostgator ha sensibilmente peggiorato la qualità dei suoi servizi, sia in termini di stabilità che di assistenza ai clienti, molti dei quali hanno deciso di migrare altrove.
Io ho scelto di trasferire il blog presso un server gestito da 040 Hosting, di cui ho letto ottime recensioni un po’ dappertutto.

Dal momento della richiesta, la migrazione è durata meno di cinque ore (al netto della propagazione dei DNS); considerando che era il primo di Gennaio, non posso che essere estremamente soddisfatto.
Soprattutto dopo aver letto l’ultima mail inviata dal proprietario Patrick Sanders:

sorry for the slow response but officially our sales is still closed due to the holidays and new accounts are part of the sales team not our support team.

BioCoder: una newsletter per biohacker

2 anni fa

biocoder-cover

Per quanto la comunità dei biohackers sia ampia ed attiva, è tuttavia scarsamente connessa. I suoi membri ignorano chi altro ne faccia parte e quali attività vengano svolte. È sintomatico che uno dei maggiori raduni di “DIY (Do It Yourself) Biology” 1 sia stato organizzato dall’FBI. Gli agenti sono stati amichevoli, ma non è questo il problema: se è necessario l’intervento dell’FBI per avvicinarci, non stiamo comunicando abbastanza tra di noi.

Questo è il problema che vogliamo affrontare con BioCoder.

BioCoder è una newsletter trimestrale rivolta a chiunque sia interessato a conoscere o ad approfondire i diversi aspetti della DIY Biology.
Il fatto che sia curata da una casa editrice e non da un gruppo di biohacker indipendenti non dovrebbe costituire un problema, a giudicare dalla tipologia e contenuto degli articoli presenti nel primo numero (disponibile nei formati html, epub e mobi): evoluzione dell’ecosistema biotech, rapporti con l’FBI, legalità degli esperimenti, una stampante per materiali biologici da 150 dollari ed altro.

Per chi volesse altre informazioni, un buon punto di partenza è il sito diybio.org.

Note:
1 Come al solito evito di tradurre con “Biologia Fai Da Te” perchè è davvero terribile :-)