Nella puntata di "Otto e mezzo" di ieri sera, il giornalista de La Stampa Maurizio Molinari ha affermato che negli Stati Uniti "An Inconvenient Truth" di Al Gore è stato un un flop. Mi sembra un’affermazione abbastanza esagerata.
Pur essendo stato proiettato in sole 587 sale, ha incassato quasi 24 milioni di dollari, facendolo posizionare all’ottantesimo posto nella classifica dei film più visti del 2006. Per la cronaca, praticamente tutti gli altri film in classifica erano nella programmazione di un numero di sale variabile tra 1000 e 4000 e avevano un budget decisamente maggiore degli 1,4 milioni di dollari spesi per realizzare AIT.
Bisogna tenere conto inoltre che si tratta di un documentario e non di una commedia o un film di azione o di animazione. Quindi non è plausibile confrontarlo con titoli appartenenti a questi generi o addirittura a blockbuster quali "La maledizione della prima luna", che con 421 milioni di dollari si piazza in testa alla classifica generale del 2006.
In quella dei documentari più visti di tutti i tempi invece, "An Inconvenient Truth" si piazza terzo dopo "Fahrenheit 9/11" (119 milioni di dollari) e "La marcia dei pinguini" (77 milioni di dollari), e prima di "Bowling for Columbine" (21 milioni di dollari).
Piccola parentesi sulla conduzione di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni. È davvero triste vedere come cerchino di ridicolizzare le affermazioni degli ospiti quando sono contrarie alle loro, tra l’altro con commenti che denotano un’ignoranza profonda sugli argomenti trattati. Quando un conduttore cita come fonte solamente il Financial Times ed un’affermazione di Giorgio Bocca per negare lo scioglimento dei ghiacciai, davvero non c’è altra scelta che cambiare canale.
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An Inconvenient Truth non ha floppato…
Nella puntata di "Otto e mezzo" di ieri sera, il giornalista de La Stampa Maurizio Molinari ha affermato che negli Stati Uniti "An Inconvenient Truth" di Al Gore è stato un un flop. Mi sembra un’affermazione abbastanza esagerata.
Pur essendo stato proiettato in sole 587 sale, ha incassato quasi 24 milioni di dollari, facendolo posizionare all’ottantesimo posto nella classifica dei film più visti del 2006. Per la cronaca, praticamente tutti gli altri film in classifica erano nella programmazione di un numero di sale variabile tra 1000 e 4000 e avevano un budget decisamente maggiore degli 1,4 milioni di dollari spesi per realizzare AIT.
Bisogna tenere conto inoltre che si tratta di un documentario e non di una commedia o un film di azione o di animazione. Quindi non è plausibile confrontarlo con titoli appartenenti a questi generi o addirittura a blockbuster quali "La maledizione della prima luna", che con 421 milioni di dollari si piazza in testa alla classifica generale del 2006.
In quella dei documentari più visti di tutti i tempi invece, "An Inconvenient Truth" si piazza terzo dopo "Fahrenheit 9/11" (119 milioni di dollari) e "La marcia dei pinguini" (77 milioni di dollari), e prima di "Bowling for Columbine" (21 milioni di dollari).
Piccola parentesi sulla conduzione di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni. È davvero triste vedere come cerchino di ridicolizzare le affermazioni degli ospiti quando sono contrarie alle loro, tra l’altro con commenti che denotano un’ignoranza profonda sugli argomenti trattati. Quando un conduttore cita come fonte solamente il Financial Times ed un’affermazione di Giorgio Bocca per negare lo scioglimento dei ghiacciai, davvero non c’è altra scelta che cambiare canale.