Di E.T., polpi e dattilografia…

4 anni fa

Chiunque si trovi ad utilizzare la tastiera di un computer od una macchina da scrivere tende a sviluppare una propria tecnica di battitura, tanto più efficace quanto maggiore è il numero di dita utilizzate.
Per avere un’idea di che differenza intercorra tra un approccio ipodigitale ed uno octopodico c’è chi ha fatto dei test e messo a confronto alcune dei metodi più diffusi, rappresentando i risultati in semplici grafici.
In essi, ciascuna delle linee rappresenta il numero totale di movimenti diretti tra coppie di tasti, con spessore maggiore per quelli più ripetuti, e colorate di rosso alle estremità raggiunte con maggiore frequenza a partire dagli altri tasti.

Tralasciando la tecnica ad un dito solo, con le sue circa 2500 traiettorie uniche ed una distanza media di tre tasti e mezzo, e quella a due dita, in cui i passaggi verso la barra spaziatrice sono degni dei viaggi di Odisseo, è interessante notare come l’approccio forse più diffuso, che prevede l’uso dei due indici a cui si aggiungono i pollici dedicati alla barra spaziatrice, non sia poi così male.
In questo caso infatti la distanza media è di un tasto e mezzo, quindi abbastanza efficiente.

La tecnica che sto tuttora imparando, chiamata touch typing, consiste nello scrivere senza guardare la tastiera, utilizzando tutte le dita e partendo da posizioni fisse, a cui si fa ritorno dopo aver premuto altri tasti.
Con solamente circa 50 movimenti unici da memorizzare da parte di cervello e muscoli ed una velocità potenziale decisamente elevata, è forse la scelta migliore per chi vuole migliorare le proprie capacità dattilografiche.

Tra i software più utili per imparare consiglio GNU Typist (essenziale, ma è quello che preferisco), Klavaro e KTouch

(via FlowingData)

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3 pensieri su “Di E.T., polpi e dattilografia…

  1. Schuck

    curioso!
    adesso conto quante dita uso io….per scrivere questo commento sto usando prevalentemente i due indici, più ovviamente i due pollici per la barra spaziatrice, e qualche colpo di medio ed anulare sulle lettere vicine. E sto scrivendo senza guardare la tastiera.

    1. Marco Autore articolo

      @schuck: mi sa che usare così poche dita senza guardare la tastiera è ancora più complicato :-)

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