Come spiegare il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici

3 anni fa

Informare il pubblico su temi scientifici non è un compito semplice, soprattutto quando gli argomenti richiedono un certo livello di conoscenza da parte degli ascoltatori e sono legati a decisioni politiche ed interessi economici.
Un esempio molto attuale, illustrato in un recente articolo su Physics Today, è quello della comunicazione della scienza alla base del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.

Gli scienziati hanno ormai dimostrato come l’atmosfera si stia progressivamente riscaldando a causa dell’immissione di gas serra (come la CO2) derivanti da diverse tipologie di attività umane.
La percezione del problema da parte del pubblico non riflette tuttavia il consenso quasi totale presente nel mondo accademico, ma piuttosto una notevole confusione che impedisce la formazione di un’opinione personale chiara ed indipendente.

I motivi sono diversi:

  • l’accettazione della scienza alla base dei cambiamenti climatici sembra essere correlata alla solidità dell’economia; in tempi di crisi si tendono a percepire come svantaggiose le iniziative volte ad affrontare i problemi legati al clima
  • le efficaci campagne di disinformazione di lobby ricche e ben organizzate hanno come scopo principale quello di generare dubbi senza fondamento e di sminuire l’importanza delle conoscenze già acquisite.
  • la diffusa ignoranza scientifica del pubblico, strettamente legata al fatto che molte persone sono più disposte a credere alle affermazioni (anche sbagliate) di soggetti con cui condividono idee o valori culturali
  • l’approccio adottato dai media nell’affrontare l’argomento, spesso orientato a dare l’impressione che esista una controversia tra gli scienziati, presentando le ragioni dei cosidetti scettici come ugualmente credibili
  • le scelte comunicative adottate dalla comunità scientifica sono di frequente poco efficaci nel conferire un messaggio corretto o facile da comprendere da parte di un pubblico di non specialisti.
    Molto spesso infatti viene posta l’enfasi sui meccanismi chimici e fisici alla base del riscaldamento climatico e non sulle sue conseguenze su uomo e natura, recepite invece come più importanti dall’ascoltatore medio.
    Inoltre il problema viene spesso presentato come di tipo esclusivamente “ambientale”, termine che viene associato da molti ad una visione distorta del concetto di “ambientalismo” e delle sue idee antiprogressiste.
    Molto più efficace sarebbe focalizzare il discorso sulle conseguenze economiche e sociali
  • una falsa informazione iniziale ha maggiore diffusione ed impatto rispetto alle correzioni successive, come nel caso del presunto scandalo delle e-mail del CRU

Di fronte a tutte queste potenziali fonti di confusione, i climatologi dovrebbero invertire l’approccio comunicativo che adottano abitualmente in ambito accademico.
Invece di fornire le informazioni generali (background) sull’argomento, approfondire i dettagli (supporting details) e concludere infine con risultati ed osservazioni (results/conclusions), la comunicazione con il pubblico dovrebbe iniziare con le conclusioni (bottom line) e spiegare quindi i motivi per cui esse sono interessanti o utili (in risposta alla domanda “so what?”, “e allora?”).
I dettagli possono essere forniti in caso di un interesse particolare da parte dei soggetti più incuriositi o stimolati dalla materia.

Image courtesy of Physics Today

Alcune linee guida utili nella comunicazione di temi climatici sono:

  • molta attenzione deve essere posta sulla terminologia utilizzata, sostituendo i termini tecnici con altri più comprensibili, anche se meno specifici e “corretti” dal punto di vista scientifico (vedi tabella 1)
  • è consigliabile l’utilizzo di metafore ed analogie per consentire una comprensione maggiore di concetti matematici e risultati numerici, in modo che essi possano essere in qualche modo “visualizzati”
  • sarebbe consigliabile usare con cura termini che suggeriscono all’ascoltatore (o al lettore) l’idea che l’attività umana dia un contributo solo parziale al riscaldamento globale, o che riguardo ad essa esista un dibattito (in realtà inesistente) all’interno della comunità scientifica
  • il fatto che il riscaldamento dell’atmosfera sia un fenomeno inevitabile non deve essere considerato un motivo per rinunciare a combatterne i possibili effetti negativi
  • l’utilizzo di termini come “probabile”, “molto probabile” ed altre numerose sfumature in relazione al verificarsi di certi fenomeni può dare l’impressione di una comprensione meno approfondita di quella effettiva

L’articolo si conclude con altri utili suggerimenti:

Consider what your audience cares about. Talk more about the local impacts of climate change that are happening now. Connect the dots between climate change and what people are experiencing, such as increases in extreme weather. Try to craft messages that are not only simple but memorable, and repeat them often. Make more effective use of imagery, metaphor, and narrative. In short, be a better storyteller, lead with what you know, and let your passion show. Such communication skills can be taught, developed, and practiced. Make use of more effective outreach strategies such as partnering with other messengers and connecting with audiences on values you share with them.


Tabella 1

Terms that have different meanings for scientists and the public
Scientific term Public meaning Better choice
enhance improve intensify, increase
aerosol spray can tiny atmospheric particle
positive trend good trend upward trend
positive feedback good response, praise vicious cycle, self-reinforcing cycle
theory hunch, speculation scientific understanding
uncertainty ignorance range
error mistake, wrong, incorrect difference from exact true number
bias distortion, political motive offset from an observation
sign indication, astrological sign plus or minus sign
values ethics, monetary value numbers, quantity
manipulation illicit tampering scientific data processing
scheme devious plot systematic plan
anomaly abnormal occurrence change from long-term average
Torna su
Fonti:
Somerville, R., & Hassol, S. (2011). Communicating the science of climate change Physics Today, 64 (10) DOI: 10.1063/PT.3.1296

2 pensieri su “Come spiegare il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici

  1. Schuck

    Però…davvero interessante questo articolo, Maestro..
    L’importanza della comunicazione. Da un lato però è triste che per far passare il messaggio giusto occorra “manipolare” la forma della comunicazione, adattarla allo schema mentale del pubblico per poter controbattere chi non ha argomenti comprovati, ma è in grado di far perdere credibilità ad una teoria scientifica solo mediante un uso sapiente delle parole.

    1. Marco Autore articolo

      @schuck c’è da dire che cercare di convincere delle zucche vuote è uno stimolo per inventare forme di comunicazione sempre nuove e magari più efficaci :-)

I commenti sono chiusi.