Dinosauri, meteoriti ed omochiralità

3 anni fa

Solo un numero limitato di studi scientifici riesce ad ottenere una visibilità sui media e raggiungere un pubblico più ampio di quello accademico.
Uno dei modi per far sì che il contenuto di un articolo scientifico sia appetibile per un lettore qualsiasi è quello di sfruttarlo come punto di partenza per il racconto di una storia o di un fatto che generi curiosità.
E talvolta sono proprio gli scienziati stessi che “suggeriscono” ai giornalisti le giuste chiavi di lettura per scrivere un pezzo, in alcuni casi per tutelare il rigore del proprio lavoro, in altri per farsi solo un po’ di pubblicità.

Un esempio recente è quello di uno studio pubblicato su JACS ([1]) dal titolo “Prove a favore della probabile origine dell’omochiralità in amminoacidi, zuccheri e nucleosidi sul pianeta Terra prebiotico”, scritto da Ronald Breslow.
Ad una prima occhiata, ben pochi al di fuori di un ristretto gruppo di specialisti troverebbero interessante un articolo sull’origine dell’omochiralità delle molecole della vita.
Tuttavia alcune delle conclusioni in esso presenti sono finite sul quotidiano britannico Daily Mail.

Come è stato possibile?
Grazie ai Dinosauri.

Piccola premessa. Un oggetto è detto chirale quando non è sovrapponibile alla sua immagine speculare. L’esempio più comune è quello della mano.
Nel caso delle molecole di interesse biochimico, le due entità molecolari (chiamate enantiomeri) sono identificate con le lettere D (right-handed) ed L (left-handed).

Nella maggior parte dei casi gli organismi producono o metabolizzano solo uno degli enantiomeri della coppia.
La quasi totalità delle proteine ad esempio è sintetizzata a partire da amminoacidi L, la maggior parte degli zuccheri sono molecole D.
Questa prevalenza di un enantiomero sull’altro è definita omochiralità.

L’articolo di Breslow valuta le prove a favore dell’ipotesi che essa sia stata causata dalla tipologia di amminoacidi presenti in alcune classi di meteoriti, che avrebbero quindi costituito il requisiti per la nascita delle specie viventi sulla Terra primordiale.
L’analisi chimica di alcune meteoriti ha infatti riscontrato la presenza di numerose specie amminoacidiche, alcune delle quali in proporzioni identiche di forme L e D, altre con lieve prevalenza della forma L.
Queste ultime avrebbero in qualche modo influenzato la predominanza di una forma sull’altra sulla Terra.

L’autore conclude l’articolo con un’affermazione abbastanza curiosa:

Un’implicazione di questo lavoro è che da qualche parte nell’universo potrebbero esserci forme di vita basate su amminoacidi D e zuccheri L, forme determinate dal senso della luce polarizzata circolare in quel settore dell’universo o da qualunque altro processo che ha operato a favore degli amminoacidi L(-α-methyl) nelle meteoriti cadute sulla Terra.
Queste forme di vita potrebbero benissimo essere delle versioni evolute dei dinosauri, ammesso che i mammiferi non abbiano avuto la gran fortuna di averli visti sterminare da una collisione con un asteroide come accaduto sulla Terra.
Faremmo meglio a non incontrarli.

Se l’ipotesi di una vita a chiralità diverse da quelle che caratterizzano le nostre molecole è plausibile, ci si chiede in base a quale passaggio logico Breslow (chimico che gode di ottima reputazione) sia arrivato a citare proprio i dinosauri (anche se in versione evoluta), possibilità che tra l’altro non ha basi solide neppure dal punto di vista evoluzionistico.

Il problema è che di tutto ciò che di interessante è scritto nell’articolo, nella press release diffusa da JACS viene posta una “leggera” enfasi proprio sul riferimento ai dinosauri (vedi immagine sotto).

Da qui a raggiungere le pagine del Daily mail, in forma di un (pessimo) post corredato da una sobria immagine di un dinosauro delle dimensioni di 634×769 pixel il passo è stato breve.

A parte l’aspetto umoristico della vicenda, l’articolo non è male e merita una lettura.

P.S. lo sapevate che l’intervallo di tempo che separa la nostra presenza sulla Terra da quella del Tyrannosaurus Rex è minore di quella che lo separa dallo Stegosauro?

Fonti:
1
Breslow, R. (2012). Evidence for the Likely Origin of Homochirality in Amino Acids, Sugars, and Nucleosides on Prebiotic Earth Journal of the American Chemical Society DOI: 10.1021/ja3012897