Finalmente un film che descrive in modo accurato (a parte qualche inevitabile ma inoffensiva licenza dovuta ad esigenze di copione) uno dei più spaventosi tra tutti gli scenari possibili in caso di diffusione di massa di un virus altamente contagioso e letale.
La consulenza del CDC ha permesso di scrivere una sceneggiatura plausibile e rispettosa delle procedure adottate nel caso di una pandemia; nessuno zombie affamato di frattaglie quindi, ma solo tante orribili morti rese ancor più verosimili dalla somiglianza della situazione con quella verificatasi in passato con i virus H1N1, H5N1 e della SARS.
Se siete tra quelli che pensano che la minaccia di questi ultimi sia stata sovrastimata e sia stato speso molto denaro inutilmente per evitarne la diffusione, probabilmente Contagion vi farà riflettere sul fatto che senza misure drastiche e tempestive le conseguenze sarebbero tragiche nel caso ci si trovasse davanti ad un virus aggressivo come quello ipotizzato nel film (lo ha ideato Ian Lipkin della Columbia University, basandosi come modello sul virus Nipah).
Il regista Steven Soderbergh ha descritto i diversi aspetti della pandemia raccontando più storie contemporaneamente come già aveva fatto in Traffic, mantenendo alta la tensione per tutto il corso del film (grazie anche ad alcune scene piuttosto “forti”).
Tra i diversi personaggi fa riflettere molto il blogger cinico impersonato da Jude Law (il primo villain blogger?), soprattutto per i riferimenti alle “cure” omeopatiche.
Contagion è un bel film, ma di certo non adatto a tutti.
Evitatelo come la peste (ops…) se vi aspettate qualcosa tipo 28 Giorni dopo o se siete facili prede dell’ansia.
E mettete in conto di andare in rosso con i punti fidanzata/o, a meno che il soggetto non sia amante di virologia od epidemiologia…
P.S. stando attenti agli “spoiler di livello di biosicurezza 5″ (Carl Zimmer), consiglio la lettura di questo botta e risposta tra Arthur Allen e Carl Zimmer, in cui vengono discussi alcuni degli aspetti più interessanti del film.



