Archivio della categoria: Cinema

The Challenger Disaster (il film)

6 mesi fa

feynman-challenger

73 secondi. Questa fu la durata del volo dello Space Shuttle Challenger prima della sua esplosione nel cielo della Florida, la mattina del 28 gennaio 1986.
Per investigare sulle cause del disastro fu istituita una commissione presidenziale costituita da rappresentanti di tutte gli enti ed agenzie coinvolte nella missione dello Space Shuttle.
L’unico membro indipendente era il fisico Richard Feynman, che decise di accettare l’incarico pur con qualche remora iniziale dovuta alla sua repulsione nei confronti dei burocrati che infestavano il mondo della politica.
Dopo aver letto diversi libri sulla sua vita, ho il sospetto che il motivo principale della sua scelta non sia stato tanto il senso del dovere quanto la sua irresistibile curiosità scientifica.
Tanto per farsi un’idea dell’entità della sfida che lo attendeva, è sufficiente ricordare che lo Space Shuttle era costituito da più di due milioni e mezzo di componenti, molti dei quali potevano essere la causa alla base dell’incidente!

Il ruolo di Feynman nella vicenda, già ben raccontato nel libro autobiografico “Che t’importa di ciò che dice la gente?”, è stato anche trasposto in forma cinematografica nel film drammatico The Challenger Disaster, con il bravo William Hurt nel ruolo di protagonista (chi ha visto i video del vero Feynman non faticherà a riconoscere alcuni tratti tipici delle sue espressioni e gestualità).

A parte qualche inevitabile licenza cinematografica (“mmmh, quello non mi sembra proprio il deck dello Shuttle!” :-) il film è davvero ben fatto, soprattutto considerando che è stato realizzato per la tv dal canale Science Channel.
Consigliato!

Contagion (no spoiler)

3 anni fa

Finalmente un film che descrive in modo accurato (a parte qualche inevitabile ma inoffensiva licenza dovuta ad esigenze di copione) uno dei più spaventosi tra tutti gli scenari possibili in caso di diffusione di massa di un virus altamente contagioso e letale.
La consulenza del CDC ha permesso di scrivere una sceneggiatura plausibile e rispettosa delle procedure adottate nel caso di una pandemia; nessuno zombie affamato di frattaglie quindi, ma solo tante orribili morti rese ancor più verosimili dalla somiglianza della situazione con quella verificatasi in passato con i virus H1N1, H5N1 e della SARS.
Se siete tra quelli che pensano che la minaccia di questi ultimi sia stata sovrastimata e sia stato speso molto denaro inutilmente per evitarne la diffusione, probabilmente Contagion vi farà riflettere sul fatto che senza misure drastiche e tempestive le conseguenze sarebbero tragiche nel caso ci si trovasse davanti ad un virus aggressivo come quello ipotizzato nel film (lo ha ideato Ian Lipkin della Columbia University, basandosi come modello sul virus Nipah).

Il regista Steven Soderbergh ha descritto i diversi aspetti della pandemia raccontando più storie contemporaneamente come già aveva fatto in Traffic, mantenendo alta la tensione per tutto il corso del film (grazie anche ad alcune scene piuttosto “forti”).
Tra i diversi personaggi fa riflettere molto il blogger cinico impersonato da Jude Law (il primo villain blogger?), soprattutto per i riferimenti alle “cure” omeopatiche.

Contagion è un bel film, ma di certo non adatto a tutti.
Evitatelo come la peste (ops. ) se vi aspettate qualcosa tipo 28 Giorni dopo o se siete facili prede dell’ansia.
E mettete in conto di andare in rosso con i punti fidanzata/o, a meno che il soggetto non sia amante di virologia od epidemiologia.

P.S. stando attenti agli “spoiler di livello di biosicurezza 5″ (Carl Zimmer), consiglio la lettura di questo botta e risposta tra Arthur Allen e Carl Zimmer, in cui vengono discussi alcuni degli aspetti più interessanti del film.

We are born to see action, not to stand here all day

5 anni fa

Dopo essere sopravvissuto ad un attentato il boss di una triade ingaggia cinque killer per proteggerlo. Ma uno di questi farà un errore che lo metterà contro lo stesso boss, che ordinerà ai suoi ex compagni di ucciderlo.

Questa è in breve la trama di “The Mission“, film del 1999 diretto da Johnnie To e diventato un punto di riferimento nell’ambito del cinema crime-thriller di Hong Kong.

Da notare la persistente sensazione che da un momento all’altro, anche all’interno di scene d’azione (abbastanza “statiche” rispetto ad altri film del genere) o ricche di pathos, si presenti un intermezzo “leggero”, se non quasi comico; un po’ come se ad un certo punto di Se7en saltasse fuori da un angolo Brad Pitt a fare bubusettete a Morgan Freeman.

Do all undercover cops like rooftops?

5 anni fa

infernal-affairs-I

Dopo aver rivisto “Infernal Affairs” (ma questa volta in lingua originale cinese, con sottotitoli in inglese), grande classico del cinema di Hong Kong (e di cui l’ottimo “The Departed” è il remake), mi è venuta una gran voglia di andare al Far East Festival 2010 a Udine (ma di imparare il cinese, quello no :-).

P.S. se ci fate caso ad un certo punto viene ripreso il display di un ascensore che salta il quarto piano; questo perchè in Cina il numero “quattro” porta male in quanto ha una sonorità simile a quella della parola “morte”.

Pillole di cinema (10)…

5 anni fa

theworldisnotenough

James Bond:
I’ve always wanted to have Christmas in Turkey.
Dr. Christmas Jones:
Was that a Christmas joke?
James Bond:
From me? No. Never.
Dr. Christmas Jones:
Is it about time to unwrap your present?
[They Kiss]

James Bond [in bed with Jones]:
I was wrong about you.
Dr. Christmas Jones:
Yeah, how so?
James Bond:
I thought Christmas only comes once a year.

The World Is Not Enough (1999)

Gran Torino (video di Jamie Cullum)

5 anni fa

Ho scoperto Jamie Cullum per caso alla radio, e mettendo da parte il mio iniziale scetticismo dovuto alla sua giovane età (che in genere vedo come segnale di becera operazione commerciale) ho cominciato ad ascoltare i primi due album, tuttora spesso presenti nelle mie playlist.
JC è infatti un musicista di talento che scrive buone canzoni e che sprigiona una grande energia sul palco (ricordo con piacere il concerto al Rolling Stone di Milano di qualche anno fa).

Per chi non lo conoscesse è quello che ha interpretato la canzone che fa da tema al film Gran Torino, diretto dall’immenso Clint Eastwood.
(cliccate qui se non vedete il video)
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