Scimmie nude in Camera…

12
02 2010

Mi fa specie (appunto!) festeggiare il compleanno di Charles Darwin in questo modo, ma penso che quel marpione si sarebbe fatto lo stesso una bella risata leggendo il resoconto della seduta n. 281 della Camera dei Deputati del 10 febbraio (via Marco Cattaneo), in cui si legge:

Sebastiano Fogliato (gruppo Lega Nord): ” Un’altra questione: la regione Piemonte ha speso 350 mila euro per la «mostra della scimmia nuda», che è stata visitata da quattro persone!
Anche noi faremo i nostri elenchi, se è questo il modo di comportarsi e di confrontarsi nei dibattiti politici. Anche noi andremo nelle piazze a spiegare come sprecate i soldi dei cittadini. Vergogna!”  (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)

Luigi Bobba (Partito Democratico):  ”Signor Presidente, intervengo solo per informare l’onorevole Fogliato, e anche l’Aula, che la mostra sulle scimmie nude – le scimmie vestite ancora sono da vedere – in effetti era una mostra su Darwin, che ha avuto 120 mila visitatori, di cui 106 mila paganti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Onorevole Fogliato, si informi prima di parlare!”

Citando Darwin, da “L’origine dell’uomo”:

L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.

Sebbene ogni tanto ci si stupisca di come taluni individui non siano stati in grado di scalare più di un paio di rami dell’albero evolutivo.
Probabilmente sono gli stessi cialtroni che non credono nella nostra parentela con le scimmie.

P.S. il titolo della mostra si riferisce all’uomo ed alla sua nudità dovuta all’assenza dei peli, non a quella dei vestiti (quindi anche Luigi Bobba non è poi del tutto corretto nella sua affermazione :-)

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Come abbiamo usato i dati per vincere le elezioni presidenziali…

12
02 2010


(se non vedi il video clicca qui)

Dan Siroker ha lavorato per Barack Obama durante la campagna presidenziale del 2008 dirigendo un team, costituito da ingegneri del software ed analisti, il cui obiettivo è stato di massimizzare la registrazione di votanti, le iscrizioni via mail e le donazioni (che hanno raggiunto in totale circa il mezzo miliardo di dollari in piccoli versamenti da parte di milioni di elettori).

In questo keynote alla Stanford University illustra l’importanza dell’analisi dei dati nelle decisioni prese durante la campagna.

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GNU Typist…

9
02 2010

Gnu Typist è un software di addestramento all’uso della tastiera, da utilizzare all’interno di un terminale.
Mentre per il layout americano (sia QWERTY che Dvorak) sono disponibili diverse tipologie di esercizi, per quello italiano ci si deve accontentare di quei pochi presenti nel file italiano.typ (scaricabile qui).
Per caricare il file in gtypist e non incorrere in errori con le lettere accentate è necessario configurare il terminale per la codifica ISO 8859-1 ed usare i seguenti comandi (in Linux):

$ LANG=C
$ gtypist /percorso/del/file/italiano.typ

Come ho già scritto in un altro post, è un’ottima scelta nel caso in cui si voglia apprendere la tecnica del touch typing o anche solo per usare un numero di dita superiore.

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Henrietta, e la sua vita dopo la morte…

5
02 2010

Era un giorno di febbraio del 1951 quando ad una giovane donna di colore chiamata Henrietta Lacks venne diagnosticato un cancro della cervice.
Il medico che la visitò notò che la massa era diversa da tutte le altre viste finora, e prelevò un campione di tessuto che fece analizzare da uno scienziato di nome George Otto Gey.
Quello che Gey scoprì era che quelle cellule mostravano un ritmo di crescita ed una capacità di sopravvivere in vitro impressionanti.
Aveva isolato la prima linea cellulare umana immortale.

Questa linea cellulare, a cui è stato dato il nome HeLa, dalle iniziali della Lacks, esiste ancora oggi, sebbene lei sia morta da più di sessant’anni, ed è uno degli strumenti più potenti utilizzati nella ricerca medica: dallo sviluppo del vaccino contro la polio, alla ricerca sul cancro, agli studi di genetica (qui una bella infografica di Wired).
Buona parte delle ricerche che hanno portato al conseguimento dei più recenti premi Nobel per la medicina includevano l’utilizzo delle cellule HeLa.
Ed il giro d’affari ad esse legato è enorme.

Tuttavia il nome di Henrietta Lacks è rimasto pressochè sconosciuto per molto tempo.
Il motivo è che le sue cellule sono state prelevate senza informarla o senza chiederle il consenso.
Anche il marito ed i figli hanno scoperto solo vent’anni dopo la sua morte che lei era in qualche modo “ancora viva”, e che l’industria multimilionaria che lei aveva contribuito a fondare non aveva condiviso con loro alcun profitto.

La storia di Henrietta e della sua famiglia viene ora raccontata nel libro “The Immortal Life of Henrietta Lacks” di Rebecca Skloot, in cui vengono affrontati temi come la sperimentazione sugli afroamericani e sulla loro difficoltà di integrazione, la mancanza di informazione medica, la bioetica ed i diritti che abbiamo sul nostro materiale biologico (un buon esempio di quanto questo argomento sia delicato è il caso Moore v. Regents of the University of California).

Qui (oh signùr, sto linkando Oprah) potete leggere un estratto del libro.

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Di E.T., polpi e dattilografia…

2
02 2010

Chiunque si trovi ad utilizzare la tastiera di un computer od una macchina da scrivere tende a sviluppare una propria tecnica di battitura, tanto più efficace quanto maggiore è il numero di dita utilizzate.
Per avere un’idea di che differenza intercorra tra un approccio ipodigitale ed uno octopodico c’è chi ha fatto dei test e messo a confronto alcune dei metodi più diffusi, rappresentando i risultati in semplici grafici.
In essi, ciascuna delle linee rappresenta il numero totale di movimenti diretti tra coppie di tasti, con spessore maggiore per quelli più ripetuti, e colorate di rosso alle estremità raggiunte con maggiore frequenza a partire dagli altri tasti.

Tralasciando la tecnica ad un dito solo, con le sue circa 2500 traiettorie uniche ed una distanza media di tre tasti e mezzo, e quella a due dita, in cui i passaggi verso la barra spaziatrice sono degni dei viaggi di Odisseo, è interessante notare come l’approccio forse più diffuso, che prevede l’uso dei due indici a cui si aggiungono i pollici dedicati alla barra spaziatrice, non sia poi così male.
In questo caso infatti la distanza media è di un tasto e mezzo, quindi abbastanza efficiente.

La tecnica che sto tuttora imparando, chiamata touch typing, consiste nello scrivere senza guardare la tastiera, utilizzando tutte le dita e partendo da posizioni fisse, a cui si fa ritorno dopo aver premuto altri tasti.
Con solamente circa 50 movimenti unici da memorizzare da parte di cervello e muscoli ed una velocità potenziale decisamente elevata, è forse la scelta migliore per chi vuole migliorare le proprie capacità dattilografiche.

Tra i software più utili per imparare consiglio GNU Typist (essenziale, ma è quello che preferisco) e KTouch

(via FlowingData)

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Twitter Weekly Updates 2010-01-30

30
01 2010
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