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Le migliori strategie per manipolare la scienza (parte 1)

3 anni fa

“Erin Brokovich”, “A Civil Action”, “Thank You for Smoking”. Chiunque abbia visto almeno uno di questi film si sarà fatto un’idea di quali possano essere le tattiche (più o meno legali) utilizzate dalle grandi società o lobby per difendere i propri interessi, quando questi vengono minacciati da evidenze o motivazioni scientifiche.
In un recente report pubblicato dalla Union of Concerned Scientists, intitolato “Heads They Win, Tails We Lose” (Testa vincono loro, Croce perdiamo noi), vengono descritti (con numerosi esempi reali) i cinque approcci comunemente utilizzati dalle aziende per influenzare in modo subdolo l’opinione pubblica e le decisioni di organi politici in relazione a temi scientifici.
Sebbene il report faccia riferimento al contesto statunitense, non è difficile riconoscere delle somiglianze con alcune vicende verificatesi nel resto del mondo, spesso anche in Italia.

Considerata la lunghezza del post, ho pensato di pubblicarlo in due parti. Il consiglio è quello di leggere l’intero report, nel quale viene inoltre dedicato molto spazio alla presentazione dei progressi fatti dall’amministrazione Obama ed all’identificazione di cinque settori tuttora a rischio nell’ambito di un maggior rigore scientifico e trasparenza nella condotta delle agenzie governative.

1. Corrompere la scienza

Quando i risultati di studi scientifici indipendenti vanno contro gli interessi di grandi aziende, queste ultime utilizzano diverse strategie di difesa:

1.1 Pagando dei ghost writer non riconducibili alla compagnia per scrivere articoli scientifici che ne mettano in discussione o in dubbio i risultati, spesso attraverso manipolazione o falsificazione dei dati

Il Tobacco Institute ha fondato nel 1960 la rivista fittizia “Reports on Tobacco and Health Research” per diffondere nel pubblico un senso di incertezza circa il legame tra fumo e cancro ai polmoni. La pubblicazione, distribuita a medici, scienziati, e media, includeva articoli come “Cancer Personality Pattern Is Reported to Begin in Childhood”, “Lung Specialist Cites 28 Reasons for Doubting Cigarette-Cancer Link”, “Inhalation Tests Fail to Cause Lung Cancer; Virus Suggested”.
Nel 2003, la Merck ha replicato questa strategia, creando il periodico “Australian Journal of Bone and Joint Medicine”, i cui articoli erano a favore dei prodotti Merck, e distribuendolo a 20.000 medici.

1.2 Bloccando gli studi da esse sponsorizzati o evitando di divulgarne i risultati

La compagnia farmaceutica Boots ha commissionato alla Dr.ssa Betty Dong, una scienziata dell’Università della California (San Francisco), uno studio per testare gli effetti del suo farmaco Synthroid, un sostituto dell’ormone tiroideo.
Boots sperava di dimostrare che nonostante il suo prezzo elevato, il Synthroid si era rivelato più efficace degli analoghi farmaci della concorrenza.
La società ha attentamente monitorato la ricerca, e quando Dong ha scoperto che il farmaco non era migliore dei farmaci concorrenti, le ha vietato di pubblicare i risultati. Di fronte al rifiuto della scienziata, la Boots ha minacciato una querela. La società ha ceduto solo dopo diversi anni, durante i quali i consumatori hanno continuato a pagare per il prodotto costoso.

1.3 Selezionando i risultati da pubblicare, dando maggior rilievo a quelli favorevoli

Una review ha riscontrato una distorsione sistematica nella pubblicazione di articoli relativi a 50 farmaci o dispositivi medici utilizzati per il trattamento di 40 condizioni mediche. Ad esempio, di 74 test su antidepressivi, tutti i 38 che presentavano risultati positivi sono stati pubblicati, mentre 22 dei 36 test con risultati dubbi o negativi non sono stati pubblicati.

1.4 Minacciando gli scienziati con declassamenti, licenziamenti o cause legali

Nel luglio 2010, un comitato consultivo della FDA ha raccomandato un richiamo del farmaco Avandia, usato per trattare il diabete di tipo 2, ed imposto severe restrizioni sulla sua disponibilità.
Sebbene questo fosse l’ultimo episodio di una serie di valutazioni della sicurezza del farmaco da parte della FDA, la GlaxoSmithKline, il produttore, era da molto tempo prima già a conoscenza dei suoi potenziali effetti collaterali. Nel 2000, il Dr. John Buse (University of North Carolina) riscontrò un alto rischio di malattie cardiache nei pazienti trattati con Avandia, e pubblicò le sue scoperte. In risposta, come sostenuto dal dottor Buse, un rappresentante della società contattatò il suo capo, accusandolo di mentire e minacciandolo di fargli causa per una perdita di 4 miliardi di dollari della valutazione azionaria della società.

1.5 Manipolando disegni e protocolli sperimentali

Un analista ha rilevato che gli studi finanziati da aziende private hanno una probabilità 88 volte maggiore di non riscontrare effetti sulla salute legati al fumo passivo rispetto a quelli indipendenti.

Per contrastare una ricerca in cui si dimostrava come la formaldeide causasse il cancro nei topi, un’azienda produttice della sostanza commissionò uno studio proprio. In tale studio, che non ha rilevato alcuna associazione tra formaldeide e cancro, il numero di topi utilizzati è stato un terzo di quello dello studio originale, ed il tempo di esposizione ridotto della metà.
Un’associazione di produttori di formaldeide si affrettò a pubblicizzare i risultati, in base ai quali fu in grado di sostenere, di fronte ad una commissione (Consumer Product Safety Commission), che non si verificano effetti cronici sulla salute per esposizione cronica ai livelli di sostanza usualmente riscontrati nelle abitazioni.

Un team di marketing della società farmaceutica Merck ha svolto un ruolo diretto negli studi clinici di rofecoxib, un farmaco contro l’artrite commercialmente noto come Vioxx. Documenti interni hanno rivelato come il team avesse sviluppato una strategia chiamata ADVANTAGE (Assessment of Differences between Vioxx and Naproxen to Ascertain Gastrointestinal Tolerability and Effectiveness) per accentuare gli effetti positivi del farmaco, in modo da aumentare la probabilità di approvazione da parte della FDA.
Nell’ambito della strategia ADVANTAGE, gli scienziati hanno manipolato il disegno sperimentale confrontando il farmaco con il Naprossene, un antidolorifico commercializzato come Aleve, invece che con un placebo. Gli scienziati hanno quindi concluso, erroneamente, che il naprossene diminuisse il rischio di infarto dell’80%, ignorando gli studi che non avevano in precedenza riscontrato significativi benefici cardiovascolari.
Al contrario si è scoperto in seguito come il Vioxx aumentasse significativamente il rischio cardiovascolare, costringendo la Merck a ritirare il prodotto dal mercato nel 2004. I pazienti che avevano assunto il Vioxx hanno riscontrato complicazioni anche sette anni dopo la sospensione dell’uso del farmaco.

Sia l’ingestione che l’inalazione di cromo esavalente sono stati correlati a gravi problemi di salute, e la sostanza a diverse tipologie di cancro.
Nonsotante ciò, dal 1993 ad oggi, i funzionari dell’industria del cromo si sono opposti ad una regolamentazione del composto da parte dell’EPA e della sicurezza e la Occupational Safety and Health Administration (OSHA).
Nel 2003, uno studio finanziato dall’industria del cromo, condotto utilizzando un numero di campioni limitato ed adottando manipolazioni statistiche, ha sminuito la correlazione tra cromo esavalente e cancro, ed è stato usato per influenzare le regolamentazioni.

2. Plasmare la percezione pubblica

Grazie al supporto di team di pubbliche relazioni, le grandi società sono in grado di influenzare pesantemente l’opinione pubblica:

2.1 Minimizzando le evidenze sperimentali, suscitando dubbi sull’esistenza del consenso scientifico su un determinato tema, spesso pubblicizzando le idee di fantomatici “esperti” o di scienziati di fama ma non del settore in questione

In risposta alle prove che il fumo di sigaretta aumenta il rischio di cancro ai polmoni, R.J. Reynolds ha affermato che “gli studi statistici non possono dimostrare una relazione di causa-effetto tra due fattori“, “i topi non sono uomini” e “non esiste alcuna evidenza sperimentale che mostri come le sostanze presenti nel fumo siano cancerogene per il tessuto polmonare umano ai livelli caratteristici di una sigaretta”.

Altre importanti compagnie petrolifere si sono unite ad ExxonMobil e l’American Petroleum Institute, un’associazione di categoria, per formare la Global Climate Coalition e il Global Climate Science Team. Questi gruppi hanno gonfiato le incertezze che circondavano il dibattito sulle scienze del clima che ha preceduto le negoziazioni sul Protocollo di Kyoto nel 1998.
Il Global Climate Science Team ha sviluppato un piano di comunicazione a supporto degli sforzi per impedire agli Stati Uniti di aderire ad un accordo a Kyoto.
Il piano dice che “facendo capire (riconoscere) al cittadino medio le incertezze della scienza del clima”, le aziende potrebbero “minare la ‘predominante saggezza scientifica'” sui cambiamenti climatici.

In un ormai tristemente famoso memorandum, un dirigente del tabacco ha scritto nel 1969 che “Il dubbio è il nostro prodotto, dal momento che è il modo migliore per competere con il ‘corpo di fatto’ che esiste nella mente del pubblico”.

L’industria del piombo ha sistematicamente minimizzato i rapporti scientifici che dimostrano come l’esposizione al piombo abbia effetti gravi per la salute, in special modo nei bambini. e negato che le emissioni di piombo pongano rischi per la salute pubblica. In risposta agli studi che dimostrano come i bambini esposti al piombo abbiano problemi di sviluppo, una società di pubbliche relazioni ha sostenuto che i bambini avvelenati sono stati “sub-normal to begin with“.

Aziende produttrici di tabacco hanno sfruttato per lungo tempo dei comitati scientifici consultivi creati dalla stessa industria per confondere i risultati delle ricerche. Questi comitati dovevano apparire imparziali quando, in realtà, erano monitorati e controllati dalle stesse aziende.

La ExxonMobil ha selezionato cinque scienziati per fornire informazioni ai media, e “20 rispettabili scienziati del clima per far parte del comitato scientifico”, per conferire credibilità al Global Climate Science Team, che ha sostenuto e dato peso alle incertezze della scienza del clima nel corso dei negoziati sul Protocollo di Kyoto. Il George C. Marshall Institute, un think-tank finanziato quasi esclusivamente da compagnie petrolifere e del gas e da altre società, ha commissionato a due scienziati del Global Climate Science Team, Willie Soon e Sallie Baliunas, di scrivere un articolo sugli effetti delle macchie solari sul riscaldamento globale, una teoria che è stata più volte smentita. I due hanno anche pubblicato un articolo in una rivista peer-reviewed sostenendo che il ventesimo non è stato il secolo più caldo degli ultimi mille anni, e che nessun riscaldamento si è verificato in quel periodo. ExxonMobil, gruppi di facciata, e persino i funzionari eletti hanno fatto riferimento a questi articoli quando si sono opposti al Protocollo di Kyoto e ad altre politiche sui cambiamenti climatici.

2.2 Attaccando pubblicamente gli scienziati con false accuse sulla loro condotta e sulla loro integrità personale

Gli scienziati del clima sono diventati i più recenti obiettivi pubblici di alto profilo. Dopo aver partecipato all’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il Dr. Benjamin Santer, un esperto di modelli climatici, è stato oggetto di critiche feroci da parte di gruppi finanziati dall’industria del petrolio, in quanto accusato di aver sovrastimato gli effetti dei cambiamenti climatici.
Sander è stato molto colpito dagli attacchi: “Non ero pronto a difendere la mia integrità personale. Non avrei mai immaginato che avrei dovuto farlo”.
Più di 14 anni più tardi, Santer riceve ancora lettere di odio da negazionisti del riscaldamento globale.

Il Dr. Ingacio Chapela della University of California-Berkeley e lo studente David Quist hanno pubblicato un articolo su Nature che dimostra come il DNA di mais geneticamente modificato abbia contaminato il mais nativo messicano. La ricerca ha suscitato una reazione immediata. Nature ha ricevuto un gran numero di lettere al direttore, tra cui alcuni commenti su Internet firmati da “Mary Murphy” e “Andura Smetacek” che accusano gli scienziati di avere un’opinione non obiettiva. Questa reazione ha costretto Nature a pubblicare un editoriale in cui si concorda sul fatto che lo studio non avrebbe dovuto essere pubblicato. Tuttavia, i ricercatori hanno in seguito scoperto che i commenti di Murphy e Smetacek provenivano dal The Bivings Group, una società di pubbliche relazioni specializzata in comunicazione online che aveva lavorato per la Monsanto.
Mary Murphy e Smetacek Andura sono risultati essere nomi di fantasia.

2.3 Sfruttando l’attività di gruppi od organizzazioni solo in apparenza di carattere “indipendente”

Il Center for Consumer Freedom è un’associazione senza scopo di lucro che ha come bersaglio le linee guida dietetiche raccomandate dalla FDA e da altre agenzie governative, associazioni mediche, organizzazioni per la difesa dei diritti dei dei consumatori. Il centro ha pubblicato degli annunci e gestisce un sito web in cui le agenzie governative vengono accusate di un’eccessiva regolamentazione, e ha pubblicato articoli in cui affermano di confutare le prove che l’elevata assunzione alimentare di sale ed altre linee guida dietetiche siano sostenute da solide basi scientifiche. Il centro è stato fondato con un finanziamento di 600000 dollari dalla Philip Morris, ma ne ha ricevuti altri da Cargill, National Steak and Poultry, Monsanto, Coca-Cola e Sutter Home Winery.

Nel 2003, l’American Academy of Pediatric Dentistry ha accettato una donazione di un milione di dollari dalla Coca-Cola. Quell’anno, il gruppo ha affermato che “non esistono chiare prove scientifiche circa il ruolo esatto che le bevande analcoliche svolgono nelle malattie del cavo orale dei bambini.” La dichiarazione sosteneva una posizione esattamente contraria a quella precedente, secondo cui “il consumo di zuccheri in qualsiasi bevanda può essere un significativo fattore. che contribuisce all’insorgenza ed alla progressione della carie dentale”.

2.4 Influenzando i media con informazioni tendenziose o false

Nel 1990, la Philip Morris richiese alla società di pubbliche relazioni Burson-Marsteller di scrivere degli articoli, da presentare ai principali media, in cui si dovevano criticare le stime dell’EPA sulla cancerogenicità del fumo passivo. Forbes ha pubblicato un articolo molto critico nei confronti dell’EPA, accusando l’ente di sprecare il denaro dei contribuenti. Come compenso, la Philip Morris ha pagato la Burson-Marsteller con 7,731,000 milioni di dollari.

Il resto nella seconda parte del post.