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Report su politica e riscaldamento globale negli Stati Uniti…

3 anni fa

Il gruppo Yale Project on Climate Change Communication ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato di recente negli Stati Uniti su tematiche energetico/ambientali, focalizzate sul riscaldamento globale, separando i soggetti intervistati in base alle loro inclinazioni politiche (Democratici, Repubblicani, Indipendenti e Tea Party).
Tematiche decisamente importanti nelle imminenti elezioni presidenziali, considerando da una parte le (ottuse) posizioni decisamente antiscientifiche (eccetto forse Jon Huntsman) dei candidati repubblicani (Perry in primis), e dall’altra le politiche ambientali di Obama, molto buone almeno fino a qualche settimana fa, quando alcune decisioni poco “verdi” e a favore dello sviluppo economico hanno fatto infuriare l’ala più ambientalista del suo elettorato.

Qui ho riportato solo la sintesi dei risultati; per quelli dettagliati e per le modalità di calcolo adottate potete leggere il pdf disponibile sul sito ufficiale.

Opinioni sul riscaldamento globale

  • La maggioranza dei Democratici (78%), Indipendenti (71%) e Repubblicani (53%) ritiene che il riscaldamento globale stia accadendo. Di contro, solo il 34 per cento dei membri del Tea Party crede che il riscaldamento globale stia accadendo, mentre il 53 per cento afferma il contrario.
  • Mentre il 62 per cento dei Democratici sostiene che il riscaldamento globale sia causato soprattutto dalle attività umane, la maggior parte dei membri del Tea Party ritiene che sia dovuto a cause naturali (50%) o che non stia accadendo del tutto (21%).
  • I Democratici sono più propensi a concordare sul fatto che il record di ondate di calore dell’estate del 2010 (non 2011) abbia rafforzato la loro convinzione che il riscaldamento globale stia avvenendo, mentre i Repubblicani ed i membri del Tea Party tendono maggiormente ad essere in disaccordo con questa opinione.
  • Al contrario, i membri del Tea Party sono più propensi ad accettare che le tempeste di neve record dell’inverno 2010-2011 negli Stati Uniti li abbiano spinti a chiedersi se il riscaldamento globale stia accadendo.
  • La maggioranza dei Democratici (55%) afferma che la maggior parte degli scienziati pensa che il riscaldamento globale stia accadendo, mentre la maggioranza dei Repubblicani (56%) e dei membri del Tea Party (69%) dice che c’è un notevole disaccordo tra gli scienziati sul fatto che il riscaldamento globale si stia o no verificando. (beh, in effetti il 97% di opinioni concordanti lascia un notevole 3% di opinione contraria!)
  • Una larga maggioranza dei Democratici (72%) è preoccupata per il riscaldamento globale, rispetto al 53 per cento degli Indipendenti, al 38 per cento dei Repubblicani ed al 24 per cento dei membri del Tea Party. Oltre la metà (51%) di questi ultimi sostiene di non essere affatto preoccupata per il riscaldamento globale.
  • Quasi la metà dei Democratici (45%) afferma che il riscaldamento globale stia già danneggiando le persone negli Stati Uniti, mentre il 33 per cento dei Repubblicani ed il 51 per cento dei membri del Tea Party dice che non potrà mai causare danni alla popolazione degli Stati Uniti.
  • I membri del Tea Party sono molto più propensi ad affermare di essere “molto ben informati” sul tema del riscaldamento globale rispetto agli altri gruppi. Allo stesso modo, sono anche molto più propensi ad affermare che “non hanno bisogno di ulteriori informazioni” sul riscaldamento globale per farsi un’opinione. (il che forse spiega la risposta alla precedente domanda sul consenso tra gli scienziati :-)

Sostegno alle politiche climatiche ed energetiche

  • La maggioranza di tutti e quattro i gruppi politici è a favore dell’aumento dei fondi per la ricerca su fonti energetiche rinnovabili (solare ed eolico) e di fornire agevolazioni fiscali per le persone che acquistano veicoli ad alta efficienza energetica o pannelli solari.
  • La maggioranza dei Democratici, Indipendenti e Repubblicani è a favore dell’obbligo per i fornitori di elettricità di produrne almeno il 20% da fonti energetiche rinnovabili, anche se il costo extra per famiglia fosse in media di 100 dollari all’anno. La maggioranza dei membri del Tea Party, tuttavia, si oppone a questa politica, con il 39 per cento fortemente contrario.
  • Allo stesso modo, la maggioranza dei Democratici, Indipendenti e Repubblicani è a supporto di un trattato internazionale per ridurre le emissioni di anidride carbonica. La grande maggioranza dei membri del Tea Party, tuttavia, si oppone all’introduzione di un trattato, con il 55 per cento fortemente contrario.
  • La maggioranza di tutti e quattro i partiti è a sostegno dell’aumento delle perforazioni offshore per l’estrazione di petrolio e gas naturale al largo delle coste degli Stati Uniti, con il 46 per cento dei Repubblicani ed il 58 per cento dei membri del Tea Party fortemente favorevoli.
  • La maggioranza dei Democratici si oppone alla costruzione di ulteriori centrali nucleari (65%), mentre la maggioranza degli Indipendenti (52%), dei Repubblicani (62%) e dei membri Tea Party (67%) sostiene la loro costruzione.
  • Tuttavia, solo una maggioranza dei membri Tea Party (52%) sosterrebbe la costruzione di una centrale nucleare nella propria area locale. Tutti gli altri gruppi si opporebbero.
  • La maggioranza di tutti e quattro i gruppi è a sostegno di regolamentazioni locali che richiedano una maggiore efficienza energetica per le nuove case, la costruzione di piste ciclabili sulle strade cittadine, e l’aumento della disponibilità di trasporto pubblico nella loro contea.
  • La maggioranza dei Democratici e Indipendenti è a sostegno di un pagamento extra del 5% in bolletta per ottenere la loro energia elettrica da fonti rinnovabili, della modifica di norme urbanistiche per promuovere la costruzione di condomini a maggior efficienza energetica, di quartieri ad uso misto per incoraggiare la mobilità pedonale, e della diminuzione della dispersione suburbana. La maggioranza dei Repubblicani e dei membri del Tea Party si oppone a queste politiche locali, con i secondi molto più propensi ad opporsi fermamente.

  • La maggioranza di tutti e quattro i gruppi sostiene che la tutela dell’ambiente favorisca sia la crescita economica che la creazione di nuovi posti di lavoro o che comunque non abbia alcun effetto sulla crescita economica e sui posti di lavoro. I membri del Tea Party sono però i più propensi rispetto agli altri gruppi a sostenere che la protezione dell’ambiente riduca la crescita economica e comporti la perdita di posti di lavoro (33%).

Varie

  • I membri del Tea Party sono molto più propensi degli altri gruppi a sostenere di non voler cambiare le lampadine nella loro casa con quelle compatte a fluorescenza ad alto risparmio energetico (CFL).
  • La maggioranza di tutti e quattro i gruppi ha fiducia negli scienziati come fonte di informazioni circa il riscaldamento globale, passando dall’88 per cento dei Democratici al 51 per cento dei membri del Tea Party. Al contrario, l’82 per cento dei Democratici ha fiducia nel presidente Obama come fonte di informazioni, rispetto a 41 per cento degli Indipendenti, al 21 per cento dei Repubblicani e solo al 5 per cento dei membri del Tea Party.
  • I membri del Tea Party hanno sentito parlare più spesso del “climategate” (45%) rispetto a Repubblicani (20%), Indipendenti (27%), o Democratici (16%).

Valori e politica

  • I membri del Tea Party sono politicamente più conservatori (78%) di Repubblicani (63%), Indipendenti (27%), o Democratici (11%).
  • I membri del Tea Party sono con maggiore frequenza “rinati” o evangelici (46%) rispetto a Repubblicani (31%), Indipendenti (20%), o Democratici (21%).
  • I Democratici sono più propensi a credere che gli esseri umani si siano evoluti da specie di animali già esistenti in precedenza (62%), rispetto ad Indipendenti (57%), Repubblicani (51%) e membri del Tea Party (34%).
  • I Democratici hanno forti valori egualitari rispetto agli altri gruppi, soprattutto rispetto alla visione relativamente anti-egualitaria dei membri del Tea Party.
  • I membri del Tea Party hanno valori individualistici più forti rispetto agli altri gruppi, con una forte attitudine anti-governativa.