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Ancora su vaccini, autismo e dati inventati

3 anni fa

Le vaccinazioni sono uno strumento preventivo insostituibile per la tutela della salute, ma a quanto pare ci sono ancora troppe persone che non vogliono accettare questo fatto, preferendo basare le proprie opinioni su dati falsi o fonti inattendibili presenti in grande numero su internet.

Negli ultimi giorni sta facendo discutere una sentenza del Tribunale di Rimini che condanna il Ministero della Salute a risarcire la famiglia di un bimbo affetto da una forma di autismo, riconoscendo la causalità tra la somministrazione del vaccino obbligatorio MMR (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa della patologia.

Questa correlazione non è mai stata dimostrata in studi scientifici, tranne in unico caso, rivelatosi in seguito un vero e proprio “falso scientifico“.
A quanto pare la sentenza di Rimini è stata basata proprio sulle conclusioni di questa ricerca.

Lo studio di Wakefield

Nel 1998 fu pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet un articolo ([1]) in cui il medico/chirurgo Andrew Wakefield (insieme ad altri 12 autori) affermava di aver trovato un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino MMR e l’insorgenza di casi di autismo in un campione di bambini.

Sebbene fin da subito le conclusioni della ricerca fossero state messe fortemente in discussione e non confermate sperimentalmente in studi successivi (ad es. [2], [3], [4], [5]), è stato necessario attendere fino al 2010 per la ritrattazione ufficiale dell’articolo da parte di The Lancet.

In alcuni articoli pubblicati sul British Medical Journal ([6]) nel 2011, il giornalista Brian Deer ha documentato l’attività fraudolenta di Wakefield, portando alla luce una condotta disonesta sia dal punto di vista scientifico che etico, che ne ha inoltre motivato la radiazione dall’albo dei medici britannici.

Le conseguenze più evidenti della pubblicazione dei risultati di questo studio sono state una sensibile diminuzione del numero di vaccinazioni ed un aumento dei casi di infezione.
Nel solo Regno Unito il tasso di vaccinazione è sceso in media dal 92 al 73 percento, mentre i casi di morbillo sono passati dai 56 nel 1998 ai 971 del 2007.

Meno evidente è stato l’effetto sull’opinione pubblica, che ha mostrato una lenta ma progressiva diffidenza verso le vaccinazioni, grazie anche alla disinformazione dei media e di siti/forum su internet.
Un esempio abbastanza divertente è quello di uno studio della Wake Forest University, molto citato dai gruppi antivaccinazioni come prova certa del nesso tra vaccino MMR ed autismo.
Il commento di uno degli autori è stato “Non è quello che la nostra ricerca sta mostrando“.

Triste ma vero, un recente sondaggio dell’Università del Michigan ha mostrato come il 24% dei genitori intervistati tenga conto (anche se “solo” il 2% in modo assoluto) delle informazioni sui vaccini diffuse da celebrità come l’ex playmate Jenny McCarthy (una delle paladine del movimento antivaccinazioni americano).

Tra le argomentazioni principali di chi è contrario all’utilità dei vaccini, o addirittura ne ritiene pericoloso l’utilizzo, ci sono le cosiddette “storie vere”, sempre efficaci nel conferire un messaggio, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini.
Ce ne sono però anche di persone per cui la vaccinazione sarebbe stata la scelta giusta, come queste otto raccolte dal CDC.
Un altro esempio è l’esperienza di un anziano medico inglese, o quella di una mamma giornalista.

Perchè è importante vaccinarsi?

Per comprendere meglio l’importanza delle vaccinazioni ho raccolto alcune informazioni utili (ma ce ne sarebbero molte altre):

  • le vaccinazioni hanno ridotto, ed in alcuni casi eliminato, i contagi di alcune malattie infettive che in passato hanno causato numerosi morti e gravi problemi sanitari.
    Rinunciare alle vaccinazioni significa dare ai virus e batteri responsabili di queste malattie una nuova possibilità di diffondersi su larga scala.
    Nel 1974, circa l’80% dei bambini giapponesi era vaccinato contro la pertosse, e si verificarono solo 393 casi, nessuno dei quali letale.
    Purtroppo in quell’anno cominciarono a circolare voci (false) che sostenevano come la vaccinazione non fosse ormai più necessaria, ed anzi potesse creare problemi di salute.
    In soli due anni, il tasso di vaccinazione scese al 10%.
    Nel 1979 si è verificata una enorme epidemia di pertosse, con più di 13000 casi, di cui 41 letali.
  • immunizzare i bambini significa anche diminuire il rischio di contagio per soggetti a rischio, come quelli che non possono essere vaccinati per ragioni mediche o di età.
  • virus della polio. La vaccinazione obbligatoria a partire dal 1966 ha praticamente annullato i contagi in Italia (l’ultimo caso, isolato, risale al 1988).
    In assenza della vaccinazione, la malattia può portare a danni neurologici e disabilità permanenti molto gravi.
  • virus del morbillo. Sebbene la vaccinazione non sia obbligatoria (ma raccomandata grazie alla combinazione con quelle per rosolia e parotite), il morbillo è una malattia molto contagiosa, con complicanze come diarrea (1 caso ogni 6), otite (1 ogni 20), polmonite/bronchite (1 ogni 25), convulsioni (1 ogni 200), encefalite (1 ogni 1000), morte (3-10 ogni 10000).
    Se il numero di casi con complicazioni sembra troppo basso per giustificare l’immunizzazione, basta pensare che prima della disponibilità del vaccino praticamente chiunque si ammalava di morbillo.
  • virus dell’epatite B. Un solo dato a giustificare l’obbligo di vaccinazione: circa il 25% dei bambini che si ammalano della forma cronica della malattia muore di patologie legate al fegato in età adulta.
  • analoghe considerazioni possono essere fatte per il vaccino per difterite, tetano e pertosse.
  • i bambini nascono con un sistema immunitario già molto potente, ottenuto dalla madre, in grado di fronteggiare molte malattie. La necessità della vaccinazione non è quella di sovvenzionare le aziende farmaceutiche per farmaci che esercitano un’azione terapeutica che l’organismo è già da solo in grado di svolgere in modo eccezionale.
    Ma è quella di evitare le complicazioni legate alle malattie.
  • in altri casi (Haemophilus influenzae b, Pneumococco, Meningococco) il sistema immunitario dei bambini è ancora inadeguato, rendendo quindi la vaccinazione fortemente raccomandabile.
  • per quanto riguarda il numero di vaccinazioni che possono essere somministrate contemporaneamente, in linea teorica il sistema immunitario di un bambino può gestirne senza problemi intorno alle 10000!
  • lo sviluppo tecnologico ha ridotto il numero di antigeni (sostanze in grado di suscitare una risposta immunitaria) presente nei vaccini.
    Nel 1980, il solo vaccino DPTP (difterite, pertosse, tetano, polio) conteneva 3017 antigeni.
    Oggi, per 4 vaccini, il numero di antigeni complessivo è ridotto a 34.
  • i vaccini non indeboliscono il sistema immunitario dei bambini, ma al contrario lo “allenano”, favorendo la protezione anche da altre patologie.
    Inoltre alcune malattie, come quella pneumococcica o la varicella, possono predisporre l’organismo a successive infezioni da parte di altri agenti.
  • per il Thimerosal, un composto utilizzato come conservante per vaccini, è stata ipotizzata una presunta correlazione con casi di autismo, mai confermata da numerosi studi scientifici.
    Nell’Unione Europea e negli Stati Uniti il suo utilizzo è stato progressivamente eliminato nei vaccini ad uso pediatrico (eccetto in quello per l’influenza) per ridurre l’assunzione di mercurio nei bambini.
    Azione prevalentemente precauzionale, in quanto il mercurio era presente in forma (etilmercurio) e concentrazione tali da non rappresentare un potenziale pericolo per la salute.
  • altri componenti presenti nei vaccini (alluminio, formaldeide, gelatine), circa i quali sono state diffuse molte informazioni scorrette, sono invece del tutto sicuri, almeno alle dosi somministrate.
  • il mese scorso si è verificato un importante focolaio di morbillo nella contea inglese Merseyside, con più di un centinaio di casi confermati; di questi, 28 hanno richiesto un trattamento ospedaliero, tre (due adulti ed un bambino) in condizioni molto gravi.

Ovviamente anche i vaccini possono avere effetti collaterali ([7]), in alcuni (rarissimi) casi anche gravi, ma sono ben noti in letteratura, e nella maggior parte dei casi legati a patologie già presenti nel soggetto o a particolari situazioni contingenti (gravidanze, deficit immunitari, allergie).

Perchè si associano i vaccini all’autismo?

Alcune vaccinazioni vengono somministrate nella fascia d’età in cui i bambini cominciano ad interagire in modo attivo con le persone ed il mondo, che coincide spesso col il momento in cui i genitori cominciano a riconoscere i primi sintomi di un disturbo del comportamento.
È probabilmente questa coincidenza a suggerire che ci possa essere una correlazione tra la vaccinazione e l’insorgenza di una patologia neurologica come l’autismo.

Per questi motivi è meglio che i genitori si rivolgano sempre al medico per qualunque informazione in merito a vaccini (e salute in generale, omeopatia inclusa), dubitando di tutto quello che si sente dire in giro o si legge in internet.

Compreso questo post, ovviamente :-)

Fonti:
1
Wakefield, A., Murch, S., Anthony, A., Linnell, J., Casson, D., Malik, M., Berelowitz, M., Dhillon, A., Thomson, M., Harvey, P., Valentine, A., Davies, S., & Walker-Smith, J. (1998). RETRACTED: Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children The Lancet, 351 (9103), 637-641 DOI: 10.1016/S0140-6736(97)11096-0
2
Madsen, K., Hviid, A., Vestergaard, M., Schendel, D., Wohlfahrt, J., Thorsen, P., Olsen, J., & Melbye, M. (2002). A Population-Based Study of Measles, Mumps, and Rubella Vaccination and Autism New England Journal of Medicine, 347 (19), 1477-1482 DOI: 10.1056/NEJMoa021134
3
Hornig M, Briese T, Buie T, Bauman ML, Lauwers G, Siemetzki U, Hummel K, Rota PA, Bellini WJ, O’Leary JJ, Sheils O, Alden E, Pickering L, & Lipkin WI (2008). Lack of association between measles virus vaccine and autism with enteropathy: a case-control study. PloS one, 3 (9) PMID: 18769550
4
Richler, J., Luyster, R., Risi, S., Hsu, W., Dawson, G., Bernier, R., Dunn, M., Hepburn, S., Hyman, S., McMahon, W., Goudie-Nice, J., Minshew, N., Rogers, S., Sigman, M., Spence, M., Goldberg, W., Tager-Flusberg, H., Volkmar, F., & Lord, C. (2006). Is There a ‘Regressive Phenotype’ of Autism Spectrum Disorder Associated with the Measles-Mumps-Rubella Vaccine? A CPEA Study Journal of Autism and Developmental Disorders, 36 (3), 299-316 DOI: 10.1007/s10803-005-0070-1
5
Fombonne, E. (2006). Pervasive Developmental Disorders in Montreal, Quebec, Canada: Prevalence and Links With Immunizations PEDIATRICS, 118 (1) DOI: 10.1542/peds.2005-2993
6
Godlee F, Smith J, & Marcovitch H (2011). Wakefield’s article linking MMR vaccine and autism was fraudulent. BMJ (Clinical research ed.), 342 PMID: 21209060
7
CDC

Di vaccini, autismo e dati inventati

6 anni fa

Nel 1998 un certo Andrew Wakefield ha pubblicato su “The Lancet” un articolo in cui affermava, sulla base dei risultati ottenuti dallo studio di un campione di (ben) 12 pazienti, che il vaccino MMR (morbillo, parotite, rosolia) era causa di autismo e di una forma di infiammazione all’intestino.

Tutte le ricerche svolte in seguito non sono riuscite a replicare l’esito degli esperimenti.
Il motivo principale, svelato da un’inchiesta del Sunday Times, è che molto probabilmente Wakefield ha falsificato i dati dei pazienti.

Confidential medical documents and interviews with witnesses have established that Andrew Wakefield manipulated patients’ data, which triggered fears that the MMR triple vaccine to protect against measles, mumps and rubella was linked to the condition.

The research was published in February 1998 in an article in The Lancet medical journal. It claimed that the families of eight out of 12 children attending a routine clinic at the hospital had blamed MMR for their autism, and said that problems came on within days of the jab. The team also claimed to have discovered a new inflammatory bowel disease underlying the children’s conditions.

However, our investigation, confirmed by evidence presented to the General Medical Council (GMC), reveals that: In most of the 12 cases, the children’s ailments as described in The Lancet were different from their hospital and GP records. Although the research paper claimed that problems came on within days of the jab, in only one case did medical records suggest this was true, and in many of the cases medical concerns had been raised before the children were vaccinated. Hospital pathologists, looking for inflammatory bowel disease, reported in the majority of cases that the gut was normal. This was then reviewed and the Lancet paper showed them as abnormal.

Fino a qui niente che non sia già accaduto più volte nel mondo della ricerca.

Quello che più preoccupa è che in seguito all’articolo di Wakefield sia nato un vero e proprio movimento anti-vaccinazioni che, grazie anche alla consueta ignoranza scientifica e tendenza al sensazionalismo del mondo giornalistico, ha causato una campagna di disinformazione dalle conseguenze decisamente gravi.

Nel Regno Unito ad esempio si è avuta una drastica diminuzione (80%) nelle vaccinazioni ed un aumento di epidemie di morbillo, la peggiore delle quali nel 2007.

Negli Stati Uniti uno dei paladini di questa crociata contro i vaccini è nientemeno che Robert F. Kennedy, Jr., che per poco non è stato scelto da Obama come administrator dell’EPA.

In tempi dove un po’ tutti manipolano dati e conoscenze scientifiche per i propri interessi (non penso sia necessario fare nomi), mi sembra che questa vicenda possa dare diversi spunti di riflessione.

Per chi è interessato, il discorso è ben approfondito su molti dei blog di Scienceblogs.