La prima versione del mio sito personale era formata da pagine statiche, qualche immagine, nessun sistema di commenti. Oggi, dopo più di quindici anni, due software di gestione ed un numero imprecisato di plugin, ho rimosso parte della complessità accumulata nel tempo e sono tornato alla vecchia struttura minimale. Per farlo ho sostituito WordPress–diventato ormai un ibrido tra un kaijū ed una teenager da proteggere dalle minacce del web–con un generatore di siti statici chiamato Hugo.

Alcuni dei vantaggi di questo nuovo approccio sono:

  • non è necessaria alcuna manutenzione o backup dei file remoti
  • i rischi legati alla sicurezza sono notevolmente ridotti
  • scrittura dei post in Markdown
  • le shortcode, comandi che una volta inseriti in un post verranno trasformati da Hugo in un contenuto basato su uno specifico modello; in questo modo è possibile superare le limitazioni di Markdown senza alterare la semplicità della sua sintassi
  • il server incluso in Hugo, che consente di osservare in tempo reale nel browser le modifiche apportate ai contenuti del sito quando vengono salvate nell’editor di testi

Il cambiamento maggiore rispetto al passato è nel flusso di lavoro, che avviene interamente in Vim e prevede il lancio di due script in bash. Il primo chiama il comando di Hugo per la creazione di un nuovo post e genera dei file in vimscript per la selezione di categorie e tag mediante liste a cascata.

Liste a cascata per categorie e tag in Vim
Liste a cascata per categorie e tag in Vim

Il secondo script provvede alla compressione delle nuove immagini, dei fogli di stile ed al caricamento dei file sul server mediante sftp.

Infine, per rendere il processo di scrittura ancora più fluido uso i plugin Vim Markdown, SnipMate (per inserire immagini singole e gallerie), Goyo e Limelight.

Dopo aver passato gli ultimi anni a scrivere altrove, ho voglia di tornare a farlo anche qui.