Per rispondere alla domanda su quale sia la scelta più “verde” tra un albero di Natale naturale o artificiale, una società canadese ha condotto nel 2009 uno studio [pdf] che ne confronta l’impatto ambientale. Utilizzando una metodologia Life Cycle Assessment sono stati valutati gli aspetti potenzialmente dannosi sulla salute e sull’ambiente connessi all’intero ciclo di vita del prodotto, dalla preproduzione alla dismissione finale. Dal momento che un albero artificiale può venire riutilizzato (in media per sei anni, almeno in nordamerica), i risultati ad esso relativi sono stati normalizzati su base annuale e quindi confrontati con quelli corrispondenti all’impatto annuo dell’albero naturale. I risultati mostrano come l’albero artificiale abbia un impatto comparabile a quello naturale per quanto riguarda la salute umana, circa quattro volte migliore relativamente agli ecosistemi, ma più di tre volte peggiore in relazione a consumo delle risorse e mutamenti climatici. In quest’ultimo caso un albero naturale contribuisce ad emissioni di CO2 più basse (39%).

Statistiche sugli alberi di Natale

Considerando tuttavia che le emissioni connesse all’albero artificiale avvengono durante la fase produttiva, sul lungo periodo (dopo almeno 20 anni!) esso risulta una soluzione meno impattante dal punto di vista climatico.

A giudicare da questi risultati sembra che sia l’albero naturale la scelta più ecosostenibile, pur con degli aspetti negativi. Dando un’occhiata ai numeri assoluti ci si accorge però di come l’impatto ambientale sia in entrambi i casi del tutto trascurabile se confrontato con altre attività, ad esempio guidare un’automobile.